sabato 22 dicembre 2012

Solstizio d’inverno…alla faccia dei Maya!

Come ovvio attendersi i Maya si sbagliavano alla grande (what else? direbbe un noto tormentone pubblicitario) e così alla faccia delle previsioni che non siano ovviamente quelle meteo il trio si muove ancora e sfida ancora una volta il freddo.
Come altre volte ho avuto modo di scrivere su queste stesse pagine l’aspetto interessante di queste uscite invernali è che trovare altri motociclisti è rarissimo, se non impossibile.
Le temperature oggi? Dai 5 gradi di stamattina o di stasera ad un massimo di una decina verso le 14. Niente male davvero!

La giornata è comunque soleggiata anche se certo non ha contribuito ad asciugare la maggior parte delle strade percorse che per lo più presentavano la solita guazzetta insidiosa che ti attende in curva. Puntuale a ricordarti magari dopo un paio di curve asciutte che la tua moto sa anche pattinare volendo!

Invidio il coraggio –o l’incoscienza?- di Barnaba od Alberto che a volte si esibivano in pieghe per me azzardate visto lo stato delle strade, sarà ma ogni volta che mi distraevo un po’ la sensazione di perdita d’aderenza ora sull’anteriore ora sul posteriore mi ricordava di stare accorto!

Ed a proposito di accortezza alla prima pausa cappuccino al valico di Sassacci sulla Flaminia mi sono accorto d’aver lasciato a casa portafoglio con soldi e patente! E’ andata bene :-)

La giornata è stata bella come sempre con un bel giro quasi senza un programma definito se non quello di andare a mangiare in un’ottima trattoria rustica e caratteristica di Sarteano (SI): cucina tipica toscana e tutto davvero molto buono!

Ricapitolando lasciata la Tiberina ci dirigiamo a nord per riallacciarci alla Flaminia passando sotto l’A1 e poi verso Sant’Oreste. La SS 205 da Narni per Amelia, Guardea e Baschi è sempre davvero bella da percorrere in qualsiasi stagione. Da Orvieto scalo Alberto ci guida su verso il versante orientale del Monte Rufeno su strade mai fatte. Da lì si scende verso Fabro su stradelle improbabili ma attraverso colline davvero belle. La vista oggi è spettacolare. Dal Terminillo al Subasio e fino al Vettore carichi di neve all’orizzonte. Da Fabro per guadagnare tempo prendiamo l’A1 fino a Chiusi e poi a Sarteano per il pranzo.

Dopo pranzo sfruttiamo l’ora di luce rimasta per andarcene per “terre senesi” verso San Casciano dei Bagni e da lì a sud sulla Cassia per San Lorenzo Nuovo da dove raggiungiamo rapidamente Orvieto giusto in tempo per vedere gli ultimi raggi di sole tingere di rosa le montagne innevate all’orizzonte.

Una trafficatissima autostrada ci riporta rapidamente a Roma ed ora che il sole è tramontato da un pezzo il freddo si fa sentire di più.

Visualizzazione ingrandita della mappa


sabato 17 novembre 2012

Tra nuvole e nebbia…e quindi pioggia.

Come si diceva di fronte ad un piatto di fettuccine ai porcini consumato lungo il Rio Sparto qui (non male) c’è sempre una prima volta. Ed oggi la prima volta è stata quella di incappare fin dall’inizio in una nuvolaglia bassa e grigia che non prometteva niente di buono nonostante le previsioni. E così è stato costringendoci ad attardarci più del dovuto nel ristorante e dover tagliare parecchio il giro previsto tra l’altro percorso su strade bagnate od umidicce e sotto l’acqua, non forte tuttavia, in più di un occasione

Ma la grande sorpresa di oggi è stata la presenza di Barnaba, dopo mille sole ed appuntamenti mancati, con le ragioni (o le scuse?) più disparate ed incerto fino all’ultimo un suo laconico sms alle 9:25 recitava: “Arrivooooo!!!”.

E così il trio riunito è partito all’avventura tra il convinto ed il preoccupato.

La prima parte fino a Subiaco tutto sommato è stata gradevole anche perché Alberto ci ha condotto per strade a me sconosciute che dall’uscita dell’A24 a Vicovaro Mandela porta a Subiaco passando da Ciciliano, Rocca Canterano e Canterano sulla SP 47a tra i soliti boschi tipicamente appenninici che in questo periodo sfoggiano tutti i toni dal rosso all’arancio sempre belli a vedersi.

Da Subiaco saliamo decisi verso Arcinazzo e gli altopiani omonimi e qui una bassa e fitta nuvolaglia si infittisce fino a diventare pioggerella fine e persistente, di quelle che bagnano irrimediabilmente la visiera che irrimediabilmente si appanna nonostante tutte le precauzioni e le protezioni anti fog…quand’è così c’è ben poco da fare. Per me poi che porto gli occhiali da vista alzare la visiera è anche peggio! Vale la pena prendersi un bel ristoro caldo e così facciamo!

Sempre un po’ indecisi, ma ormai eravamo in alto ed in qualche modo si doveva scendere decidiamo di proseguire verso Capistrello sulla SP 30 che appena passato Filettino attraverso il valico di Serra Sant’Antonio porta in Abruzzo ed offre nella sua parte intermedia un panorama spettacolare della piana del Fucino su verso l’Altopiano delle Rocche e nelle giornate più limpide fino al Gran Sasso ed alla Maiella! Non oggi ovviamente come testimoniano le poche foto fatte.

CI fermiamo comunque nel punto panoramico a fotografare…le nuvole! La SP30 ovviamente è sempre “chiusa”…ci sono cartelli che lo annunciano dopo il bivio per Campo Staffi ma così non è. Certo non è curata, un paio di frane ne riducono la carreggiata ma è asfaltata e soprattutto in questo periodo in parecchi tratti ammantata di foglie bagnate che inducono a procedere con molta prudenza!

Salita e discesa ci inumidiscono le ossa e così poco prima di Canistro ci si ferma a mangiare, tanto piove. Il tempo vola, non piove più e si riparte. Ma ormai è tardi e di passare per Casalvieri e da lì scendere lungo la Melfa per Roccasecca non se ne parla. Percorriamo per un lungo tratto la vecchia statale della Val Roveto, prima volta per Barnaba, ma riprende a piovere e decidiamo di salire sulla superstrada che in un lampo ci porta a Sora non senza averci regalato uno sgrullone.

Altra sosta ristoratrice con the, cappuccino e pasticcini e si fa. Superstrada fino al bivio per Frosinone per Alberto e Barnaba diretti al Circeo e per Ferentino per me.

A1 ed a casa.

Mappa del giro

 

domenica 7 ottobre 2012

Strada bianca e arrosticini

Non succedeva da un pezzo che passasse così tanto tempo tra un’uscita e l’altra e così dopo diversi rinvii e numerosi contrattempi con Alberto si è quasi improvvisata questa: riuscitissima per quantità e qualità. E nonostante la nuvolaglia quasi sempre presente come previsto non ha nemmeno piovuto salvo qualche goccia al ritorno sull’A24.

Appuntamento alle 10 al casello di Fiuggi visto che Alberto veniva dal Circeo e puntualissimi si va, non prima di un cappuccino e cornetto.

La voglia di moto dopo tanto tempo è parecchia. C’è già una mezza idea di giro. Altopiano di Arcinazzo, Val Roveto, Altopiano delle Rocche, Castel Del Monte, Campo Imperatore La prima meta è raggiungere la Val Roveto e da lì salire poi a Campo Imperatore per una rimpatriata di arrosticini da Mucciante, come più di quattro anni fa! Poi si vedrà…

In realtà tempo fa avevo giocherellato con le mappe Google e mi aveva incuriosito la strada tra Vallepietra e Camporotondo che attraversa la dorsale dei Simbruini per ritrovarsi nell’alta Val Roveto, poco a sud di Cappadocia. Diversi anni fa venendo dalla sublacense per errore avevo preso la strada per Vallepietra ma una volta giunto lì dovetti tornare indietro su indicazione dei locali che mi dissero che l’unica strada per proseguire era una mulattiera!

E invece recentemente da Google Streetview è persino possibile seguire il percorso quasi per intero ed alcune foto indicavano la presenza di 3-4 km di strada bianca ma percorribile. Così d’accordo con Alberto abbiamo tentato la sorte e dopo esser saliti agli Altopiani di Arcinazzo abbiamo deviato per Trevi e da lì per Vallepietra decisi a raggiungere Camporotondo attraversando la vallata sulla strada bianca.

Il tratto iniziale della strada passa in quota ed offre scorci molto belli verso i Simbruini e dopo aver superato un santuario (oggi c’era una ressa di persone e macchine che inizialmente c’ha fatto temere che la strada fosse chiusa!) inizia la strada bianca. Classico paesaggio appenninico d’altopiano molto bello ed il gusto di percorrere la strada bianca a tratti parecchio dissestata è comunque sempre interessante a provarsi!

Discesa la Val Roveto fino a Capistrello da lì per guadagnare tempo con la superstrada ed un breve tratto di A25 abbiamo raggiunto Celano per salire sulla notissima SS 696 dell’Altopiano delle Rocche: sempre una gran bella salita fino ad Ovindoli. Discesi nella valle aquilana ancora verso est sulla SS 17 che abbiamo lasciato per raggiungere Barisciano e da lì Calascio e Castel del Monte. Superato questo paese su strade per me molto note ma percorse da Alberto per la prima volta abbiamo raggiunto il valico di Capo Serra sul bordo orientale della piana di Campo Imperatore.

Con una fame notevole vista l’ora gli arrosticini al ristoro Mucciante sono stati più che graditi nonostante l’aria umida e fredda.

La SS 17bis, sempre bellissima per i paesaggi che offre, oggi con una strana luce grigiastra che contrastava i prati ancora molto verdi, ci ha portato ad Assergi e da lì abbiamo raggiunto l’Aquila, ahimé ancora piuttosto disastrata.

L’idea era di raggiungere Tornimparte ma vista la voglia di moto con una deviazione non lunghissima ma molto bella da percorrere in moto abbiamo raggiunto Campo Felice dalla SS 696 e poi SS 684 per poi ridiscendere velocemente dalla nuova variante che porta diretta al casello di Tornimparte della A24.

Autostrada ed a casa. Gran bella giornata!

Mappa del giro


sabato 21 luglio 2012

La Maiella come scusa…

Dopo averlo programmato da un po’, nonostante questa sia la terza uscita in moto in un mese e con quello che costa la benzina, con l’ottimo Alberto s’è pensato di uscire oggi ad inizio luglio. E visto che lui era un pezzo che non si affacciava così ad est la destinazione era la Maiella, versante adriatico che poi è quello con le strade migliori. Dire che l’ho presa larga è un eufemismo.
Appuntamento a Ferentino (FR) puntuali alle 9 la prima breve sosta è Sora per una nutriente colazione. Da Sora la notissima e sempre bella SS 666 ma con deviazione verso valle, verso San Donato Val Comino e Atina e verso la ormai notissima, per me, statale “della Vandra”, SS 627…no comment…è diventata davvero una stradella brutta e scomoda (di m…) a parte i primi km fino a San Biagio Saracinisco (FR) più ci si avvicina al Molise e più la strada diventa una una tortura tra sconnessioni ed avvallamenti. Mi consola l’idea che da Isernia si salirà verso nord attraverso la mitica SS 17 con il valico del Macerone e quello di Rionero Sannitico. Davvero spettacolare, divertente e sicura in ogni suo tratto.
Un caffè ed una bibita ristoratrice soprattutto dopo aver attraversato Isernia sotto il sole si parte verso nord, verso la Maiella…o quasi. Come predetto la SS 17 ci porta velocemente ed in maniera divertente verso la Val di Sangro che percorriamo fino ad Ateleta (ad est del fiume quanto basta per stare in provincia de l’Aquila) perché ho voluto rifare al contrario una strada fatta non molto tempo fa dopo aver seguito incuriosito un gruppo di motociclisti di Chieti. Divertente salita nel bosco che sbuca ad est di Roccaraso.
Intermezzo gradevole e saporito in un ristorantino di una Rivisondoli pressoché deserta come la vicina Roccaraso nonostante la stagione inoltrata. Case vuote e sfitte, pochissime persone e macchine in giro.
Dopo Rivisondoli giro a sinistra alla prima troppo presto e troppo tardi mi accorgo che eravamo diretti a nord, verso Cansano: poco male, altro breve valico e si torna verso sud, verso la SS 84 facendo il periplo dell’altopiano delle Cinque Miglia quello che oggi segna 28 gradi ed il 28 gennaio scorso sempre con Alberto –8!
La SS 84 è davvero bella nel suo tratto iniziale, sotto le propaggini orientali del massiccio del Monte Amaro, cima più alta (più o meno 2800 m slm; spesso ci si dimentica che sia di poco più bassa del Corno Grande del Gran Sasso) del gruppo della Maiella: manteniamo una media divertente ma tranquilla fino a Fara San Martino ma da lì preferisco tornare verso la SS 81 anche se fa un giro più lungo perché le strade sono diventate davvero brutte come quelle della mattina. Guardiagrele, Pretoro e Passolanciano.
Ci ritempriamo nel fresco di Passolanciano e poi via. La discesa verso Lettomanoppello si apre in una stretta valle molto bella sulla SP 65 ancora segnata sul fianco sinistro dai segni di un incendio di diversi anni fa e con all’orizzonte nella foschia della calura pomeridiana il Gran Sasso ed il Corno Grande. Una tirata verso la valle del Pescara da Scafa a Popoli sulla SS 5 Tiburtina e da lì sempre sulla SS 5 il tratto bellissimo ed ottimamente conosciuto (quest’anno l’avrò fatto 4 o 5 volte!) che da Raiano risale le gole di San Venanzio ed attraverso il valico di Forca Caruso riporta a Collarmele.
Sono le 20 passate da un po’. Un’altra breve sosta a Collarmele per una bibita ed un gelato, due chiacchiere e via di autostrada fino a Roma giusto in tempo per vedere una sottilissima falce di luna crescente tramontare alle spalle di Roma.
Nota a margine. Dicevo di quante volte ho fatto tra quest’anno e la fine dello scorso il tratto di Tiburtina da Collarmele verso Raiano? E perché la SS 627 della Vandra? Ma visto lo stato pietoso in cui l’abbiamo trovata oggi credo che non mi vedrà per un bel pezzo!