sabato 10 dicembre 2016

Arrivederci al 2017

Una giornata così a noi veterani dei –8 °C (Roccaraso, 28 gennaio 2012) ci fa sentire quasi a Primavera! Scherzi a parte nonostante le premesse e comunque ben coperti questa passeggiata di fine anno ce la siamo goduta per bene. Il sole mattutino scaldava quanto basta e dopo pranzo anche se coperto da nuvoloni scuri il rientro fino a Montalto di Castro è stato gradevolissimo. Unico neo il nebbione che ci ha un po’ intirizzito sulla E45 tra San Gemini e Todi ed ancora bello fitto da qui fino al versante occidentale del lago di Corbara.

E così ridendo e scherzando ci siamo allegramente fatti quasi 300 km escludendo gli oltre 100 di rientro dall’A16 a completare questo 2016 in media con gli altri anni e le sue 13 uscite, una al mese e la doppietta di aprile scorso!

La Flaminia ci ha portato rapidamente a Narni Scalo e da qui via San Gemini con un breve tratto di E45 nebbiosa e fredda siamo saliti verso Todi per riscendere poi a Colonnetta di Prodo: non percorrevamo la famosa strada lungo il lago di Corbara da un pezzo e nonostante la stagione le strade le abbiamo sempre trovate complessivamente asciutte. A parte qualche difficoltà visiva dovuta alla mascherina anti-appannamento che oggi ha fatto i capricci piazzandomi una bella zona di condensa proprio davanti all’occhio sinistro (tanto da dover aprire la visiera a congelarmi il naso!) mi sono divertito quanto basta.

Una neanche tanto breve sosta per un pranzetto ad Orvieto Scalo e si riparte in direzione del Tirreno lungo strade altrettanto note ma sempre estremamente gradevoli. Almeno fino a Latera con un bel sole tiepido!

Mi sono sempre piaciute moltissimo le strade della Tuscia viterbese e della bassa Toscana, intorno alla valle del Fiora e ci si torna sempre molto volentieri. Strade gustose, asfalti ben tenuti quanto basta, traffico pressoché nullo e viste su saliscendi tra i tufi gustose.

Un caffè a Montalto e via a casa di Aurelia ed autostrada.


sabato 26 novembre 2016

Girellare sui Lepini

Non sono nuovo a giretti da queste parti e di questo tipo. Quando non voglio allontanarmi tanto e prendermela comoda torno sempre da quelle parti, non so neanch’io perché ma oggi ho potuto raggiungere anche i piccoli paesi che sorgono sul versante orientale dei Lepini, Patrica, Supino e Morolo, talmente addossati al versante che, soprattutto Morolo, sono praticamente sempre in ombra a parte qualche ora al mattino presto e soprattutto d’estate.

Ed oggi nonostante il nebbione che ha iniziato ad alzarsi soltanto verso le 11 il sole c’era e temperature gradevoli per essere ormai praticamente dicembre.

Stradelle tutto sommato, anche abbastanza scassate a tratti, ma paesaggi gradevoli e viste comunque apprezzabili, verso il mare lungo il primo tratto, da Rocca Massima, microscopico paesino a quasi 1000 metri d’altezza e le vallate che sia aprono verso la pianura pontina. Divertente il tratto da Montelanico verso Carpineto e soprattutto da qui verso Maenza.

Raggiunta quest’ultima con la superstrada mi sono trovato rapidamente al bivio per Patrica e da qui è stato un continuo zigzagare salendo su una vecchia provinciale stretta, in ombra e fradicia di umidità ma con una vista sulla valle del Sacco, verso i Monti della Meta a sud, la piana di Frosinone ed i monti verso gli altopiani di Arcinazzo, Livata.

Da Morolo sono rimasto in alto e solo a Sgurgola sono sceso da strade di servizio tra poderi verso la Casilina a da qui al casello di Fiuggi.

Un’ora scarsa tra autostrada e superstrada ed ero a casa.


sabato 29 ottobre 2016

Tutto intorno al Gran Sasso

Certo che scrivere oggi, 30 ottobre, del giro di ieri fa strano. Proprio mentre apprendo delle tristi notizie del terremoto che ha colpito violentemente ancora una volta, la quarta da agosto, alcune delle zone percorse in moto così tante volte. Terremoto che così come ad agosto, o la scorsa settimana, si è avvertito nettamente anche qui a Roma, svegliati di soprassalto stamattina alle 7:40.

Album fotografico

E proprio a Norcia e dintorni, così come ad agosto tra Amatrice e le Marche, o la settimana scorsa in Val Nerina. E come scrivevo stamattina chissà quando potremo ancora crogiolarci al sole di quella splendida piazzetta di Norcia come nel lontanissimo febbraio del 2007.

Questa uscita la pensavo da giorni, approfittando dell’ultima giornata di luce legale e delle previsioni meteo che davano freddo ma assolato. Fino alla sera prima ero abbastanza indeciso e persino mentre percorrevo l’A24 si può dire di aver deciso sul momento di uscire a Tornimparte per iniziare il giro, indeciso tra un itinerario più meridionale, da Avezzano verso le province di Frosinone e Latina od uno simile ma evitando Campo Imperatore.

Freddo era freddo, a tratti quasi fastidioso, ma ero comunque sufficientemente coperto anche se non capisco perché insisto ad usare il giubbetto di pelle in queste stagioni!

Uscito a Tornimparte come dicevo dopo il solito cappuccino a Villagrande mi sono subito diretto verso la SS 80, su per il bellissimo percorso che porta al Valico delle Capannelle, strada che non percorrevo da oltre un anno. Sole ed aria asciutta rendevano l’asfalto sicuro ed affidabile anche nelle zone in ombra.

Al valico deviazione sulla SS 17 bis, bellissima strada che costeggia pressoché completamente le propaggini meridionali del massiccio ed una volta scesa ad Assergi risale rapidamente fino ai 1600-1700 metri dell’altopiano di Campo Imperatore. Un posto magico, affascinante in ogni stagione.

Me lo sono attraversato con calma, fermandomi a godere i punti più belli, scattando foto. Ma soprattutto, stavolta percorrendo un breve tratto di strada bianca lungo l’alveo del torrente asciutto che porta al mitico luogo dove furono girate le scene iniziali di “Continuavano a chiamarlo Trinità”.

Me lo sono gustato per bene quel posto. Rivedere Bud-Bambino che attraversa l’alveo con la ghiaia che scrocchia sotto gli stivali, quando da ragazzino pensavo a chissà dove fosse quel posto, ed invece era a due passi da Roma. E la roccia su cui siedono tutti a cucinare fagioli. E poi Terence-Trinità che arriva con la slitta trainata dal cavallo, e i monti Prene e Camicia sullo sfondo. Che bello!

Una volta finito con le foto di rito (altri due ragazzi in moto erano lì e per fortuna me ne hanno scattate un paio decenti!) mi sono rimesso in viaggio. E dalle 13 circa fino ad un’altra sosta ristoro a Villagrande, di ritorno, verso le 17, non mi sono praticamente mai più fermato, tranne per scattare qualche foto. Chiappe di ferro!

Da Campo Imperatore sono sceso a Castel del Monte, proseguendo poi verso Chieti attraverso il valico di Forca di Penne sulla SS 602, finalmente una strada nuova mai percorsa prima! Con bellissimi scorci verso l’Adriatico e la Maiella! Impressionante ieri a causa dell’alta pressione delle condizioni termiche la cappa di smog che delineava l’orizzonte verso la costa!

L’obiettivo era ripercorrere la bellissima SS 81 fatta lo scorso maggio, ma in direzione contraria, verso Teramo. E come mi aspettavo essere arrivato fino a Ceppagatti per poi risalire a nord è stato ripagato da una strada davvero bella, con i suoi saliscendi e lo zigzagare tra colline pedemontane, con sulla sinistra il massiccio del Gran Sasso ed il corno sempre più vicini. Percorsa poi nelle ore più calde della giornata è stato anche meglio.

Gli 80 km o poco più di questa bella statale sono volati via leggeri, nonostante fossi in giro dal mattino! E non è finita.

Arrivato a Val Vomano ho deviato sulla SS 150 per raggiungere la bellissima SS 80 che in altri bellissimi 60 km mi ha riportato verso l’Aquila. Soprattutto il tratto iniziale fino alla diga dell’Enel e la discesa dal valico delle Capannelle percorso al contrario rispetto al mattino.

Prosecuzione per la stessa strada fino al casello di Tornimparte e poi via di A24 a casa.

Segnalo:

SS 80 tutta
SS 17 bis dal valico delle Capannelle fino ad Assergi e da Assergi a Campo Imperatore
SS 602 del valico di Forca di Penne
SS 81 tutta